lunedì 11 luglio 2011

false agenzie viaggio









Alcuni hotel hanno infatti ricevuto una e-mail da fantomatiche agenzie di viaggi estere, con richieste di prenotazione camere per un nutrito numero di finti turisti.
Le camere sono state prenotate con carta di credito, in seguito alla conferma della disponibilità da parte degli albergatori. Conclusa l'operazione, l'agenzia ha chiesto, come da prassi la liquidazione delle commissioni tramite bonifico internazionale. In realtà, si tratta di un escamotage finalizzato a "lavare" denaro prelevato in maniera fraudolenta da conti bancari esteri o carte di credito estere clonate.
Ovviamente, nessun turista si è realmente presentato negli hotel della Rivera a occupare le camere e gli albergatori sono così stati danneggiati ben due volte, ritrovandosi con la commissione pagata e le camere vuote.
Per evitare la "doppia truffa", di cui l'albergatore si accorgerebbe solo dopo lungo tempo, la Polizia ha invitato, a fronte delle numerose denunce, i gestori degli hotel averificare sempre l'operazione con il key client del circuito bancario, evitando così di perdere soldi inutilmente.






Altra truffa , ai danni del turista ,è quella di cadere in offerte vantagiose , di agenzie turistiche on-line.


Chiedono i soldi in anticipo e ,all'arrivo a destinazione,non risulta nessuna prenotazione


TELEFONARE SEMPRE ALL'ALBERGO,PER CONTROLLARE DELL'AVVENUTA PRENOTAZIONE

TRUFFA NEI RISTORANTI




IN questo vademecum , evidenzieremo solo gli accorgimenti da seguire quando decidiamo di mangiare in un ristorante,pizzeria locanda ecc ecc.

questo per non ncorrere in dimenticanze dei gestori ,che potrebbero provocarci care conseguenze

:










per evitare truffe e raggiriè sufficiente stare attenti ad alcune semplici regole. Innanzitutto bisogna ricordarsi che il ristoratore ha l'obbligo di esporre il menù con i relativi prezzi delle singole portate, quindi prima di entrare nel locale è bene accertarsi dei reali costi. Il menù, inoltre, deve sempre essere chiesto, anche quando il ristoratore non lo consegna ed elenca lui i piatti del giorno. Bisogna poi verificare se le offerte sono presenti nel menù con i relativi prezzi e che ogni portata abbia accanto il prezzo.

Inoltre, che servizio, coperto, pane, o altri costi, possono essere decisi liberamente dal ristoratore, ma devono essere riportati nel menù, eccezion fatta per i ristoranti del Lazio, dove una legge regionale ne vieta l'addebito. I cibi surgelati, inoltre, devono essere sempre indicati sul menù,. Dal momento, infine, che i vini possono far lievitare il conto, è opportuno farsi portare la "Carta dei vini" in modo da poter vederne il costo.

na volta terminato il pasto è bene richiedere e farsi consegnare la ricevuta fiscale e verificare che i prezzi corrispondano a quelli riportati nel menù. La ricevuta fiscale deve essere sempre conservata, in quanto vale come prova di eventuali raggiri. Lasciare la mancia è cortesia, ma non obbligo.

l cliente deve poi ricordare di chiamare i vigili in caso di contestazione della ricevuta e che il ristoratore è responsabile degli oggetti lasciati in custodia e ne deve rispondere in caso di furto. Nel caso in cui, infine, il cliente voglia consumare una sola portata, anziché un intero pasto, deve essere libero di farlo e il ristoratore non può in alcun modo rifiutarsi di servire un solo piatto.

FINTI POLIZIOTTI







A bordo di tre anonime vetture - una Lancia K, una Volvo e una Ford Focus - scorrazzavano per le strade della città e lungo le tangenziali spacciandosi per poliziotti impegnati in fantomatici controlli anti-droga. 

Questa la pensata di un manipolo di stranieri - un pakistano e cinque iraniani - che avevano come obbiettivo i furti ai turisti. Solo a loro, infatti, questi truffatori potevano esibire un falso tesserino (facilmente riconoscibile, altrimenti, da chiunque) e millantare chissà quale operazione in pieno svolgimento. Per poi passare a bloccarli e ad alleggerirli di tutti i loro valori. Non solo denaro, quindi, ma anche gioielli. 

Sottratti con l’inganno durante finte perquisizioni o «sequestrati» con i pretesti più pazzeschi. Alle vittime - spesso seguite e spiate per più giorni prima di ogni colpo allo scopo di accertare se fossero facoltose e quindi valesse la pena prenderle di mira - a quel punto non rimaneva altro che denunciare l’accaduto ai veri poliziotti. Che dall’inizio dell’anno erano sulle loro tracce. E che adesso sono convinti dell’esistenza di un’altra banda, tuttora in azione, sul territorio milanese.
A fermare questi malviventi (il pakistano, riconosciuto da tutte le vittime, è stato arrestato, mentre gli iraniani, in attesa di accertamenti sulla loro vera identità sono stati solo indagati e portati al Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli) sono stati gli investigatori del commissariato Garibaldi-Venezia insieme a quelli del compartimento della polizia stradale Milano ovest. 
Secondo la polizia, negli ultimi tre mesi, la banda è responsabile di circa 15 colpi in città. In particolare l’ultimo furto risale a giovedì scorso, quando hanno bloccato una famiglia di turisti tedeschi per un finto controllo di polizia in una piazzola della tangenziale ovest. 

La banda (che non ha mai esibito armi) ha estratto un tesserino falso delle forze dell’ordine e ha iniziato a perquisire l’auto della famiglia, con ben cinque figli a seguito. Approfittando della distrazione delle vittime, si sono impadroniti di oltre 5mila euro.

In un’altra occasione i balordi avevano bloccato un ricco commerciante egiziano in vacanza in Italia fuori da un albergo nella zona della stazione Centrale e, parlando in inglese, avevano perquisito lui e la sua famiglia millantando il solito un controllo antidroga. Sono riusciti a fuggire con un Rolex Daytona da 25mila euro e qualche altro migliaio di euro in contanti.


Gli investigatori, in particolare quelli della Stradale, sono convinti che si tratti di una vera e propria associazione a delinquere. A partire da gennaio, infatti, la Polstrada ha identificato circa un centinaio di questi soggetti, la maggior parte dei quali si dedicano alle truffe agli stranieri mentre gli altri sono responsabili di truffe ad anziani fatte anche attraverso l’ipnosi. Stanziali nel territorio di Napoli questi truffatori stranieri sarebbero veri e propri pendolari del crimine. «Dalla Campania si spostano con l’intera famiglia a seguito - spiegano gli investigatori - nel territorio di Milano. Alloggiano perlopiù in residence o in hotel ai margini della città, in particolare lungo la tangenziale. 

È lì che restano, infatti, moglie e figli mentre gli uomini mettono a segno i loro colpi».
Le indagini della Stradale sono ancora in corso. E la polizia prevede presto nuovi sviluppi su questo fronte.

truffe comuni NEL MONDO

IL PAESE INDICATO E' PURAMENTE INDICATIVO
"TUTTO IL MONDO E' PAESE"










Francia. Un anello d'oro caduto proprio ai vostri piedi e uno sconosciuto che vi ferma per raccoglierlo. Potrebbe succedere camminando per le strade di Parigi dove l'anello d'oro altro non è che una trappola per cercare di vendervi gioielli finti. Protagoniste di quello che è un classico delle truffe di strada sono quasi sempre donne dai tratti somatici orientali che fermano turiste e, con la scusa di appartenere a religioni che vietano loro di indossare preziosi, le spingono a elargire un piccolo rimborso per quell'anello, trovato da entrambe ma che la truffatrice non dovrebbe, dicono loro, neanche toccare. 
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Parigi potrebbe finire anche peggio. Tornando verso il vostro albergo, per esempio, decidete di prendere la metropolitana e vi imbattete in una macchina per la distribuzione di biglietti. Perplessi su come ottenere un ticket di abbonamento settimanale? A fianco a voi, un cordiale omino con accento continentale vi chiede di passargli la vostra banconota da cinquanta euro e si congeda rapidamente consegnandovi il resto più il biglietto in cartoncino. Troppo tardi per accorgersi che è anche ‘troppo’ identico agli altri. Avete in mano un biglietto di corsa semplice, pagato venti volte tanto, e a quel punto, tanto valeva prendere un taxi. Anzi, farcisi truffare dentro!
Bali, Indonesia
. Attenti alla scimmia se vi trovate nei pressi del tempio di Uluwatu: in Indonesia i ladri hanno quattro zampe. Arrivano furtive alle spalle dei turisti, prelevano con abilità occhiali da sole, portafogli o macchine fotografiche e poi fuggono via. Poco dopo uomini vestiti da guardie del tempio - ma in realtà ammaestratori di scimmie ladre - vi informeranno che per qualche dollaro possono convincere gli animali a restituire la refurtiva.




Trinidad e Tobago. Una trappola realizzata con pellicole usate per i raggi x viene sistemata sulle fessure di inserimento della carta di credito dei bancomat dell'isola caraibica. I turisti si avvicinano per prelevare, inseriscono la carta ma la macchina la trattiene. Stupite le vittime chiedono informazioni ai passanti e miracolosamente appare una persona che li invita a digitare di nuovo il codice segreto che, nel precedente tentativo, potrebbe essere stato scritto male. Detto fatto. Ma niente cambia e la vittima decide di lasciare la carta nel bancomat, pensando che gli è stata ritirata dall'istituto bancario. Il ladro estrae la carta dalla trappola appena il turista si è allontanato e, avendo visto il pin, riesce a  preleva il denaro.


Italia. Roma, stazione Termini. Un gruppo di bimbetti dalle facce tristi e smunte avvicina i turisti appena arrivati nella capitale per chiedere un aiuto: i piccoli vogliono inviare una cartolina ai genitori ma non sanno scrivere. Affidano penna e carta nelle mani delle vittime e poi dettano una commovente storia di povertà. Tanto straziante da spingere quasi sempre i turisti a lasciare una piccola offerta ai bambini.


Stati Uniti. Potreste trovarvi in qualsiasi albergo americano e aver voglia di ordinare in camera qualcosa da bere o da mangiare. Basta alzare il telefono e dopo poco i vostri desideri verranno  soddisfatti da un cameriere con il carrello pieno. Ma attenzione: se vi chiede denaro contante o carte di credito rispondete di no. Negli Stati Uniti quasi sempre il servizio in camera viene fatturato sulla carta di credito che l'ospite lascia al suo arrivo e il denaro chiesto dall'inserviente altro non è che un tentativo di truffa.


Argentina. Camminando per le strade di Buenos Aires potreste imbattervi in servizievoli sconosciuti che si offrono di pulire la vostra maglia dalle macchie lasciate da un uccello dispettoso. Così, mentre l'uomo vi pulisce le spalle e voi vi girate a guardare dove si trova la mai esistita macchia, un complice si avvicina per ripulirvi le tasche. Il trucco è usato anche in Francia, dove i turisti vengono sporcati con vera mostarda.


Bali. Un finto numero servizio di assistenza telefonica e un turista bisognoso: sono questi gli attori di una delle truffe in voga a Bali. La scena avviene nei pressi di un bancomat. Il turista non riesce a riprendere la carta dalla macchina (bloccata con la trappola a raggi x) e chiama il numero affisso sullo sportello. L'operatore dall'altro capo del telefono chiede codice segreto, indirizzo dell'hotel e informazioni personali. I soldi spariranno dopo pochi minuti.

Zimbabwe. Camminando per le strade più centrali ai turisti viene offerto di cambiare i soldi in dollari locali a tassi convenienti e più bassi di quelli ufficiali. Unica clausola: bisogna seguire gli offerenti in un bar appartato. Qui il denaro viene contato su un bancone ma arrotolato e sigillato in una busta di plastica sotto al bancone, per evitare che la polizia veda l'operazione. Solo ai più ingenui sfugge che tra il denaro contato e quello messo nella busta sigillata c'è una bella differenza

Stati Uniti. Altra truffa da hotel è quella che sorprende i turisti a tarda notte o nella primissima mattinata. Mentre gli ospiti dormono arriva una chiamata: dalla reception hanno bisogno dei dati della vostra carta di credito e del numero di pin. Complice il sonno, sono in molti a non ricordarsi che tutte le informazioni di pagamento - senza codice segreto - vengono fornite al momento dell'arrivo

Cina. Sembra strano ma la truffa più diffusa in Cina è quella dei soldi falsi. Circolano con estrema facilità ed è difficile per i turisti riuscire a riconoscerli: motivo per il quale basterà non accettare mai  banconote dai tagli grandi o prelevarle solo in banca




CAIRO .Del resto, può succedere a tutti di transitare e ‘tamponare’ in Parco della Vittoria. Qualora foste al Cairo con una vettura, magari a noleggio, aspettatevi di subire un finto incidente, a volte con tanto di scena madre da parte di presunti feriti e finti testimoni. Cosa non si farebbe per rubarvi l’auto?







BARCELLONA . E’ come un pit stop in Formula 1. Un vero e proprio team organizzato, buca una delle ruote della vettura, che sia in sosta o addirittura ferma nel traffico, e quando scendete a verificare il danno, una persona finge di prestare assistenza mentre un complice ripulisce l’abitacolo e svuota il bagagliaio.


THAILANDIA . Se noleggiate una moto d'acqua , controllate attentamente che tutto sia apposto.E' diffusa che qualche noleggiatore s'inventi danni inesistenti : , le cifre sono da capogiro, ad esempio per una piccola crepa nella fibra di vetro, nascosta sotto il bordo della moto d’acqua vengono chiesti risarcimenti di 87.000 baht l’equivalente di c.a. 4.000 euro. Quando invece va meglio, si stacca improvvisamente e senza alcun motivo uno specchietto retrovisore della moto, in questo caso vengono chiesti 50.000 baht.
se andate in Thailandia affittate le moto d’acqua, ma prima accertatevi che il noleggiatore abbia una buona reputazione.


UCRAINA.  


sulle strade di Kiev (non si ha, al momento, notizia quanto alle altre citta’ ucraine) principalmente frequentate da turisti stranieri, episodi di truffa ai danni di questi ultimi, sotto forma di presunta perdita o smarrimento di denaro da parte di locali. In genere, l’azione e’ posta in essere da due o tre individui, uno dei quali simula la perdita di denaro (chiedendo alla vittima straniera se lo abbia trovato per terra, ed approfittando delle incomprensioni dovute alla diversita’ linguistica), e l’altro finge di essere un poliziotto in borghese (esibendo falso tesserino), che imputa allo straniero di aver sottratto al complice la somma mancante.Si consiglia, pertanto, ai connazionali di rifuggire da situazioni del genere di quella descritta, e di non far caso ad eventuali richieste di smarrimento di denaro da parte di locali, e comunque rimanere sul posto, evitando di seguire i truffatori in luoghi appartati.
Se la situazione dovesse complicarsi, si raccomanda ai connazionali di contattare l’Ambasciata al numero di emergenza